Tema del mese di agosto: effettivo e sviluppo di nuovi club

Scrivere su questa pagina, in una fase di così profonda trasformazione per la nostra Bari, impone una riflessione seria e pragmatica sul ruolo del nostro Club. La nostra città sta vivendo una metamorfosi vibrante: da polo adriatico commerciale a capitale mediterranea di innovazione, turismo e fermento culturale. Eppure, a questa straordinaria accelerazione economica e tecnologica si contrappone spesso una frammentazione sociale che rischia di lasciare indietro le fragilità del territorio.

In questo scenario, la nostra azione non può prescindere da due pilastri fondamentali: la coesione interna e l’ampliamento della compagine associativa.

La coesione fra i soci è il motore immobile di ogni nostro service. Non si tratta di semplice convivialità, ma di una comunione d’intenti e di valori che ci rende squadra. Solo un club unito, cementato da una profonda stima reciproca e dall’amicizia, possiede la solidità d’impatto necessaria per interloquire con le istituzioni locali e incidere concretamente nel tessuto urbano.

Tuttavia, la coesione senza apertura rischia l’autoreferenzialità. Per questa ragione, l’ampliamento mirato del numero dei soci è una necessità vitale. Bari è oggi fucina di nuovi

professionisti, accademici e imprenditori che guardano all’evoluzione tecnologica ed etica con occhi nuovi. Dobbiamo intercettare queste eccellenze, attrarre donne e uomini che condividano il nostro spirito di servizio, portando linfa vitale, nuove competenze e sensibilità aggiornate ai tempi. Accogliere nuovi soci significa moltiplicare le nostre mani e allargare il nostro orizzonte di servizio.

Uniamo l’orgoglio della nostra storia rotariana all’energia delle nuove forze cittadine: solo così potremo essere interpreti e guide della Bari del futuro.

Luigi Coppola, Presidente della commissione effettivo del Rotary Club Bari Ovest

Tema del mese di luglio: salute materna e infantile

La sussistenza di una società, come l’umanità in generale, è fondata sulla capacità di generarsi e di tutelarsi per poi svilupparsi e produrre.

Il rapporto tra produzione e consumo è divenuto molto importante negli ultimi anni poiché il nostro pianeta non ha risorse sufficienti ovunque e lo sviluppo industriale o tecnologico non è mai stato uniforme.

Le ripercussioni di queste disparità socio-economiche paradossalmente non sono caratteristiche esclusive dei paesi in fase di sviluppo ma riguardano anche le nazioni più avanzate.

Se i primi hanno indici di natalità ancora molto elevati, le altre invece iniziano a presentare numeri simili a quelli dell’immediato dopoguerra.

L’Italia è infatti una nazione divenuta a rischio di “inverno demografico” proprio perché l’indice di natalità è attualmente ai minimi storici; molteplici fattori hanno influito su tale condizione: dalla mancanza di ripresa economica alla difficoltà di inserimento nel mondo formativo e lavorativo, con un progressivo deterioramento del welfare.

Garantire la salute di madri e bambini è il termometro del progresso sociale di una nazione.

Nonostante i progressi tecnologici, le disuguaglianze nell’accesso alle cure creano ancora profondi divari tra diverse aree del mondo e contesti socio-economici; la salute materno-infantile non è una questione esclusivamente medica, ma anche un impegno collettivo.

L’età gestazionale sta elevandosi con tutti i relativi rischi direttamente proporzionali che essa comporta, inoltre i cambiamenti ambientali e gli stili di vita attuali inficiano lo sviluppo fetale; abbiamo quindi una società che si riproduce meno e sempre più tardivamente, questo comporta uno sbilanciamento nel sistema del welfare che di certo non potrà essere integrato o compensato da altre soluzioni di incremento demografico con la migrazione dei popoli, anzi, si andrebbe così a complicare un sistema economico-assistenziale precario poiché già gravato da oneri burocratici e prestazionali senza riuscire a soddisfare l’attuale richiesta.

Le nuove generazioni, inoltre, si ritrovano a nascere in un mondo attuale dove ogni equilibrio è venuto meno e la globalizzazione ha creato più disordini che chances di collaborazione: dalle guerre alle pandemie, dalle crisi finanziarie a quelle energetiche, stiamo assistendo nel solo ultimo decennio a quanto di peggio si sia verificato dal termine del secondo conflitto mondiale.

L’infanzia è un lungo percorso dove l’essere umano diventa individuo ed inizia a sviluppare anche la propria struttura psicodinamica che servirà ad affrontare la vita, pertanto è fondamentale il ruolo sia della famiglia, intesa come famiglia unita, armoniosa ed educativa così come anche quello della scuola, in qualità di luogo formativo e educativo, nonché delle amicizie per la creazione di contatti sociale e di collaborazione.

Le nuove generazioni che nascono in questa era informatizzata sono quelle appartenenti ai cosiddetti nativi digitali: essi vengono in contatto, direttamente o indirettamente, fin dai primi momenti della loro vita con sistemi o devices digitali.

Un corretto sviluppo degli organi di senso è fondamentale: l’apparato visivo è quasi sempre sollecitato per primo nel processo di attenzione o di apprendimento verso questi nuovi strumenti digitali; in seguito sono coinvolti l’apparato uditivo e quello locomotore.

Nella prima infanzia la memoria visiva è il canale principale per l’apprendimento poiché non si è ancora attuato il metodo di studio che è invece correlato all’inizio del periodo scolastico.

Molte volte ci accorgiamo di come e quanto i bambini possono imparare per emulazione comportamenti propri dell’età adulta o l’utilizzo di alcuni oggetti complessi.

La straordinaria capacità dei bambini di sviluppare più canali di apprendimento è inoltre confermata dalla loro facilità nell’imparare bene l’uso di più linguaggi, così come di poter apprendere la musica o di rielaborare eventi avversi o piacevoli correlandoli al momento della necessità in modo quasi immediato; tutto questo quindi presuppone e conferma al tempo stesso l’esistenza di uno stato di plasticità sensoriale in fase rapida di sviluppo.

La nutrizione, inoltre, riveste un ruolo importante in tale contesto: l’iperinsulinemia cronica, il consumo elevato di grassi saturi, l’ipercolesterolemia, un deficit di ferro e di vitamine possono incidere sulla regolazione ormonale della crescita e lo sviluppo di processi o dismetabolismi che condizionano l’esposoma.

L’allattamento materno è invece sempre un fattore di protezione per il sistema immunitario e un migliore sviluppo degli apparati.

La prevenzione rimane sempre la migliore risorsa per fronteggiare le varie patologie che oggi riusciamo a diagnosticare in epoca prenatale, la genetica ci consente di eseguire screening importanti anche prima del concepimento e la chirurgia di precisione può farci intervenire anche a livello intrauterino sul nascituro; il programma vaccinale successivo ci aiuta a mantenere eradicate patologie che hanno decimato i popoli fino al secolo scorso e le innovazioni diagnostiche possono analizzare apparati con una precisione assoluta.

La prematurità dei nascituri in Italia è del 7% ed il periodo che va dal concepimento ai due anni di vita del bambino è considerato una finestra temporale strategica.
Gli interventi nutrizionali ed educativi attuati in questa fase condizionano la salute dell’individuo per il resto della sua vita adulta.

Non ultimo a livello di priorità è considerare fondamentale anche il corretto equilibrio psicodinamico sia genitoriale che dei nativi digitali, divenuto purtroppo molto labile negli ultimi anni.

Ci ritroviamo in una società dove tensioni e conflitti familiari possono intaccare il benessere dei più piccoli, dove la formazione del libero pensiero è comunque minacciata dallo sviluppo delle AI e la massificazione o l’uso di devices può annullare l’empatia e i sentimenti.

Il Rotary dovrà quindi essere sempre impegnato a sostenere e tutelare globalmente la salute materno-infantile, prestando la propria opera capillarmente sul territorio a diretto contatto con le istituzioni.

Gianfranco Bellizzi, Presidente della commissione progetti e service del Rotary Club Bari Ovest

Lettera di luglio della Presidente ai Soci del Rotary Club Bari Ovest

Care Amiche e Cari Amici,

apro questa prima lettera da Presidente del nostro Club ringraziando tutte e tutti per la fiducia e per il calore, il supporto e l’entusiasmo con cui avete condiviso, e condividete giorno per giorno, la preparazione del programma di questo nuovo anno rotariano.
Il messaggio che guiderà la nostra azione in questi dodici mesi è “Creiamo un Impatto Duraturo”, con cui il Presidente internazionale ci esorta a trasformare la visione in realtà concentrandoci non sull’immediato ma su un impatto costante nel tempo, riconoscendo e sprigionando il cambiamento dentro di noi.
E noi, forti della tradizione del nostro Club, siamo pronti ad “Accogliere il Cambiamento”, consapevoli che il cammino percorso è solo l’inizio di questo viaggio condiviso che ci permette di aiutare e di trasformare le comunità e migliorare noi stessi.
Con rinnovata energia porteremo avanti storici e nuovi progetti, in stretto rapporto con il Rotaract, con uno sguardo aperto e attento al territorio ed ai suoi luoghi, ai Club ed alle iniziative del nostro Distretto, e non solo, senza dimenticare il piacere di ritrovarci in amicizia.
Vi aspetto il 2 luglio alla riunione di presentazione del programma del Club, occasione per condividere la nostra visione ed azione. Il 9 luglio siamo tutti chiamati a partecipare al Concerto organizzato dal Distretto 2120 per contribuire al progetto di sovvenzione della RF per la prevenzione e cura delle malattie in Niger, il 16 luglio ci riuniremo in interclub con il Rotary Club Bari Castello e con la World Fellowship of Rotarian Gourmets Cusine Puglia in una serata che si accompagna ad una raccolta fondi per un service in favore di Amopuglia. L’assemblea dei soci per l’approvazione dei bilanci sarà l’occasione per salutarci prima della pausa estiva e darci appuntamento al primo giovedì di settembre.

Buon Rotary!

Marina

Gennaio, mese dell’azione professionale

Il mese di gennaio è dedicato all’Azione professionale, che rappresenta la seconda Via d’azione rotariana.

Premessa la pari dignità nel contesto sociale di ogni forma di occupazione, lo scopo è quello di sollecitare e promuovere l’osservanza, nell’esercizio della professione, di fondamentali principi etici, in primis del dovere di integrità, probità e rettitudine, finalizzando la propria attività al bene comune, prima che al profitto personale.

I rotariani devono rendere testimonianza nella vita personale ed in quella professionale non solo di aderire, ma anche di praticare tali principi, operando con autentico spirito di servizio e mettendo le proprie competenze al servizio della collettività e del sodalizio, in tal modo favorendo la realizzazione dei progetti promossi dai vari Club Rotary.

La coerenza tra regole etiche e stile di vita costituisce infatti una delle cifre caratterizzanti dell’agire del Rotariano, che lo connota nell’ambito sociale e associativo.

Avv. Maria Laura Basso

Dicembre, mese della Prevenzione e Cura delle Malattie

Dicembre è il mese che il Rotary dedica alla prevenzione e alla cura dei malati, un tema che esprime in modo profondo la nostra identità di servizio. Prendersi cura significa innanzitutto riconoscere la dignità di ogni persona, prevenire significa guardare oltre il presente per proteggere il futuro delle nostre comunità.

Entrambi sono atti di responsabilità condivisa.

La salute non è solo il risultato di cure mediche avanzate: è un equilibrio che si costruisce ogni giorno, attraverso stili di vita consapevoli, accesso equo ai servizi, educazione sanitaria, sostegno alle fasce più fragili.

Il Rotary, da sempre, si impegna a promuovere questo equilibrio, sostenendo programmi di prevenzione, diffondendo conoscenze utili, avvicinando le persone ai percorsi di cura e favorendo una cultura dell’attenzione verso l’altro.

Nel nostro territorio, dove convivono eccellenze cliniche e bisogni spesso silenziosi, la prevenzione assume un valore ancora più concreto: significa sensibilizzare, informare, accompagnare, creare reti. Significa anche incoraggiare i cittadini a non rinviare controlli, a prendersi cura dei fattori di rischio, a sentirsi parte attiva di una comunità che vuole vivere meglio e più a lungo. Lo spirito rotariano ci ricorda che la cura è un gesto che supera l’ambito sanitario e diventa
relazione: ascolto, vicinanza, sostegno emotivo, presenza.

Nel Rotary Club Bari Ovest questo impegno si traduce nei progetti che portiamo avanti da anni, e che testimoniano la nostra volontà di restare accanto a chi affronta la malattia e a chi lavora per prevenirla. Dalla promozione della salute nelle scuole alle collaborazioni con le strutture sanitarie del territorio, fino alle iniziative a favore dei più vulnerabili, ogni azione è una tessera di un mosaico più grande: quello di una comunità che non lascia indietro nessuno.

Dicembre ci invita dunque a rinnovare il nostro patto con il servizio: sostenere la prevenzione, difendere il diritto alla cura, riconoscere il valore della salute come bene comune. Un impegno che continua ben oltre questo mese, ma che qui trova il suo significato più profondo.

Prof. Cristiano Capurso, socio del Rotary Club Bari Ovest

Novembre, mese della Fondazione Rotary

“Sin dalla sua creazione, più di 100 anni fa, la Fondazione Rotary ha speso oltre 4 miliardi di dollari in progetti sostenibili e capaci di cambiare in meglio la qualità della vita.”

Nel corso degli ultimi venticinque anni, ho visto cambiare in modo importante le attività e le modalità di contribuzione della Fondazione Rotary, fino al punto che è d’obbligo per ogni rotariano, un aggiornamento su tutte le opportunità offerte dal nostro strumento più efficace per agire nel mondo.

Al fianco del costante impegno per il programma Polioplus, la cui azione è realizzata attraverso due diverse tipologie di sovvenzione, oggi ci sono i progetti di scala, con i quali ogni anno un progetto di successo pluriennale riceve un importante contributo che possa aumentarne la scala d’azione.

Le Sovvenzioni Rotary in risposta ai Disastri sono uno strumento agile, rapido, ed efficace che risponde alla necessità di intervenire tempestivamente dove serve.

Sovvenzioni globali e distrettuali restano il pane e il sale del rotariano, e ci fanno toccare con mano la necessità di contribuire al fondo annuale SHARE.

La possibilità di contribuire direttamente al fondo di dotazione SHARE, o mondiale, o dedicati ai centri per la pace, è affiancata dall’opportunità di contribuire a fondi nominativi, eventualmente alla memoria.

Oggi ogni rotariano o non rotariano può contribuire anche impostando donazioni ricorrenti con addebito su carta di credito, in cui indica esattamente la destinazione della sua donazione. Inoltre, possiamo, attraverso la Fondazione Rotary Italia, ottenere agevolazioni fiscali.

Non dimentichiamoci poi dell’opportunità di creare raccolte fondi per amici e parenti sulla piattaforma “Raise for Rotary”, o anche direttamente sui social media.

Ogni contributo serve per rendere la nostra Fondazione più forte e più efficace nel fare del bene nel mondo.

Prof. Marcello D’Abbicco, Presidente Commissione Fondazione Rotary

https://my.rotary.org/it/donate

Sviluppo economico e comunitario: La Puglia e Bari come laboratorio di futuro

Ci sono contesti in cui lo sviluppo non si misura soltanto con gli indicatori economici, ma con la capacità di una comunità di credere in sé stessa. La Puglia e Bari è uno di questi contesti.

Qui lo slancio imprenditoriale non nasce solo dai grandi progetti, ma dall’incontro quotidiano fra persone che decidono di costruire insieme. Il valore autentico è nella fiducia, nel coraggio di aprirsi, nel desiderio di generare opportunità che restino e che parlino al territorio.

Chiunque abbia osservato da vicino la vita economica del cosiddetto “contesto barese”, sa bene quanto sia forte il legame tra vocazione imprenditoriale e tessuto sociale. Ogni nuova attività nasce in dialogo con ciò che la circonda, con le città e con le loro energie vitali. È in questa continua interazione tra aspirazioni personali e responsabilità collettive che il territorio trova la propria cifra distintiva. La Puglia non cresce da sola: cresce attraverso le sue persone, attraverso il coraggio di chi investe, ma anche attraverso la fiducia di chi decide di restare e contribuire.

Un significativo trend positivo lo si riscontra, ad esempio, nel settore turistico. In questo ambito un’impresa non vive di soli muri o arredi, bensì di relazioni. Ogni giovane formato, ogni artigiano coinvolto, ogni produttore locale che entra in rete trasforma un’attività in un punto di forza per tutta la comunità. Non si tratta di aggiungere posti di lavoro in senso aritmetico, ma di costruire dignità, di alimentare speranze, di rendere la prossimità una risorsa e non un limite. In un albergo non si accolgono soltanto viaggiatori: si accoglie un mondo che si riflette nel territorio, e che può diventare ambasciatore della sua identità. È in questo intreccio che il turismo si fa sviluppo, che il locale si apre al globale e, così, il livello professionale si eleva.

Lo spirito rotariano ci ricorda che il servizio agli altri non è un gesto caritatevole, ma una forma alta di leadership. Servire significa assumersi la responsabilità di guidare con l’esempio, di donare senza aspettarsi un ritorno individuale, di credere che il bene condiviso sia il fondamento di ogni crescita autentica. In un territorio come il nostro, ciò si traduce nella capacità di far dialogare mondi diversi: l’impresa con la scuola, la tradizione con l’innovazione, i giovani con chi porta sulle spalle l’esperienza di una vita. Questa rete intergenerazionale è forse il più grande patrimonio che abbiamo a disposizione.

Il pugliese, infatti, possiede una ricchezza rara: un tessuto sociale che sa tenere insieme radici profonde e apertura verso l’esterno. La sfida è coltivare questa doppia dimensione, valorizzando chi resta e attraendo chi arriva, senza temere il confronto ma, anzi, trasformandolo in occasione di crescita collettiva. Ogni nuova opportunità di
lavoro che nasce sul territorio non è soltanto un contratto formalizzato, ma un tassello che consolida fiducia, appartenenza e visione comune. Non sono soltanto numeri: sono storie, volti, famiglie che trovano in un progetto locale la possibilità di guardare al futuro con speranza.

Viviamo in un’epoca complessa, attraversata da incertezze geopolitiche, instabilità economiche e trasformazioni tecnologiche profonde. In questo scenario, l’idea di comunità torna ad assumere un valore centrale. Non come rifugio nostalgico, ma come antidoto alla frammentazione. Rafforzare la trama dei nostri legami e trasformarla in un ponte verso il domani è forse la sfida più grande e più nobile che ci attende.

Essere parte di una comunità (locale, nazionale, europea), significa riconoscere la responsabilità che abbiamo gli uni verso gli altri: di non lasciare indietro nessuno, di creare opportunità là dove sembrano non essercene, di aprire spazi di dialogo e di collaborazione.

La crescita economica, allora, non è un fine in sé. È piuttosto il frutto vivo di relazioni che sanno unire la vicinanza con l’apertura, l’identità con la curiosità. È un cammino che non si compie da soli, ma insieme. La nostra comunità è dotata di tutte le risorse per essere non solo un’area che produce, ma un’area che ispira. Nel farlo si dimostra che il futuro non si costruisce con la somma degli interessi individuali, ma con la forza condivisa di chi crede nella propria comunità.

Dott. Pasquale Iamele, socio del Rotary Club Bari Ovest

PR.I.CE. Prevenzione dell’Ictus Cerebrale

Il Rotary club Bari Ovest, nella persona del socio dott. Vito D’Elia, è stato promotore e protagonista del progetto PR.I.CE.: un service divulgativo, per la prevenzione dell’Ictus Cerebrale, tramite l’effettuazione dell’esame ecocolordoppler delle carotidi, dedicato alle persone dai 50 anni in su.

Le patologie delle carotidi aterosclerotiche sono responsabili dell’80% dei casi di ictus cerebrale ischemico, e nel mondo sono la prima causa di disabilità devastanti con l’invecchiamento. La prevenzione consiste proprio nel controllo della salute delle carotidi tramite questo semplicissimo esame.

Il progetto, condiviso con i Rotary Club Bari, Bari Sud, Bari Castello, Bari Mediterraneo e con il Rotaract Club Bari, ha consentito di realizzare uno screening gratuito per tutte le persone che hanno visitato la Fiera del Levante di settembre u.s.: tutti coloro che si sono recati presso il gazebo Rotary, attrezzato con macchinari all’avanguardia e situato vicino al Nuovo Padiglione della Fiera, in un punto nevralgico della manifestazione, hanno usufruito di un esame gratuito delle carotidi sotto le cure di chirurghi cardiovascolari di rilevanza nazionale, soci del Rotary Club e volontari.

La notevole affluenza nell’arco dell’intera settimana ha dimostrato un notevole apprezzamento dell’iniziativa, per un totale di oltre mille persone visitate! Ogni screening, della durata di pochi minuti, ha consentito alle persone di conoscere immediatamente lo stato di salute delle vie respiratorie: basta poco per la prevenzione! Non a caso lo slogan scelto per l’iniziativa, leggibile anche all’esterno del gazebo e ribadito anche dal testimonial, il noto attore del Teatro Purgatorio, Nicola Pignataro, è: “un minuto vale la qualità della vita”.

Numerosi i soci dei club Rotary e Rotaract che hanno partecipato, dando il proprio contributo nell’accoglienza e nella gestione degli ospiti, a cui anche il Governatore del Distretto Rotary 2120 Antonio Bellisario Braia, presente in Fiera il giorno dell’inaugurazione dell’iniziativa, ha espresso il suo convinto gradimento per l’iniziativa.

Interessanti sono alcuni dati statistici emersi dall’analisi di oltre 1.000 pazienti del PR.I.CE.: il 70% del totale di ultracinquantenni è risultato portatore di placche iperecogene, compatibili con l’età; mentre solo una piccola percentuale, inferiore al 5%, presentava stenosi superiori moderate, e alla quale è stato consigliato un controllo a distanza di 5-6 mesi.

Nunzia Bernardini, Presidente Commissione Bollettino del Rotary Club Bari Ovest

Parlano gli imprenditori

Il giorno 25 settembre si è tenuta la riunione sul tema “La Puglia che si aggiorna e si rinnova, parlano gli imprenditori”, promossa dal Rotary Club Bari Ovest, in interclub con Rotary Clubs Bari, Bari Sud, Bari Castello e Bari Mediterraneo, in cui sono intervenuti:

Dott.ssa Daniela Vinci (Amministratore Delegato Masmec SpA)

Dott.ssa Aurelia Miccolis (Direttrice Generale Miccolis SpA)

Dott. Giuseppe D’Alessandro (Fondatore Foreverland Food)

Dott. Giuseppe Christian Tomasicchio (Presidente Confindustria Bari BAT Giovani Imprenditori)

Intervistati dalla Dott.ssa Nunzia Bernardini, socia del Rotary Club Bari Ovest.

Al link seguente è disponibile il servizio di Norbaonline:

https://norbaonline.it/2025/09/28/idee-e-buona-volonta-la-puglia-dei-giovani-guarda-al-futuro/