La sussistenza di una società, come l’umanità in generale, è fondata sulla capacità di generarsi e di tutelarsi per poi svilupparsi e produrre.
Il rapporto tra produzione e consumo è divenuto molto importante negli ultimi anni poiché il nostro pianeta non ha risorse sufficienti ovunque e lo sviluppo industriale o tecnologico non è mai stato uniforme.
Le ripercussioni di queste disparità socio-economiche paradossalmente non sono caratteristiche esclusive dei paesi in fase di sviluppo ma riguardano anche le nazioni più avanzate.
Se i primi hanno indici di natalità ancora molto elevati, le altre invece iniziano a presentare numeri simili a quelli dell’immediato dopoguerra.
L’Italia è infatti una nazione divenuta a rischio di “inverno demografico” proprio perché l’indice di natalità è attualmente ai minimi storici; molteplici fattori hanno influito su tale condizione: dalla mancanza di ripresa economica alla difficoltà di inserimento nel mondo formativo e lavorativo, con un progressivo deterioramento del welfare.
Garantire la salute di madri e bambini è il termometro del progresso sociale di una nazione.
Nonostante i progressi tecnologici, le disuguaglianze nell’accesso alle cure creano ancora profondi divari tra diverse aree del mondo e contesti socio-economici; la salute materno-infantile non è una questione esclusivamente medica, ma anche un impegno collettivo.
L’età gestazionale sta elevandosi con tutti i relativi rischi direttamente proporzionali che essa comporta, inoltre i cambiamenti ambientali e gli stili di vita attuali inficiano lo sviluppo fetale; abbiamo quindi una società che si riproduce meno e sempre più tardivamente, questo comporta uno sbilanciamento nel sistema del welfare che di certo non potrà essere integrato o compensato da altre soluzioni di incremento demografico con la migrazione dei popoli, anzi, si andrebbe così a complicare un sistema economico-assistenziale precario poiché già gravato da oneri burocratici e prestazionali senza riuscire a soddisfare l’attuale richiesta.
Le nuove generazioni, inoltre, si ritrovano a nascere in un mondo attuale dove ogni equilibrio è venuto meno e la globalizzazione ha creato più disordini che chances di collaborazione: dalle guerre alle pandemie, dalle crisi finanziarie a quelle energetiche, stiamo assistendo nel solo ultimo decennio a quanto di peggio si sia verificato dal termine del secondo conflitto mondiale.
L’infanzia è un lungo percorso dove l’essere umano diventa individuo ed inizia a sviluppare anche la propria struttura psicodinamica che servirà ad affrontare la vita, pertanto è fondamentale il ruolo sia della famiglia, intesa come famiglia unita, armoniosa ed educativa così come anche quello della scuola, in qualità di luogo formativo e educativo, nonché delle amicizie per la creazione di contatti sociale e di collaborazione.
Le nuove generazioni che nascono in questa era informatizzata sono quelle appartenenti ai cosiddetti nativi digitali: essi vengono in contatto, direttamente o indirettamente, fin dai primi momenti della loro vita con sistemi o devices digitali.
Un corretto sviluppo degli organi di senso è fondamentale: l’apparato visivo è quasi sempre sollecitato per primo nel processo di attenzione o di apprendimento verso questi nuovi strumenti digitali; in seguito sono coinvolti l’apparato uditivo e quello locomotore.
Nella prima infanzia la memoria visiva è il canale principale per l’apprendimento poiché non si è ancora attuato il metodo di studio che è invece correlato all’inizio del periodo scolastico.
Molte volte ci accorgiamo di come e quanto i bambini possono imparare per emulazione comportamenti propri dell’età adulta o l’utilizzo di alcuni oggetti complessi.
La straordinaria capacità dei bambini di sviluppare più canali di apprendimento è inoltre confermata dalla loro facilità nell’imparare bene l’uso di più linguaggi, così come di poter apprendere la musica o di rielaborare eventi avversi o piacevoli correlandoli al momento della necessità in modo quasi immediato; tutto questo quindi presuppone e conferma al tempo stesso l’esistenza di uno stato di plasticità sensoriale in fase rapida di sviluppo.
La nutrizione, inoltre, riveste un ruolo importante in tale contesto: l’iperinsulinemia cronica, il consumo elevato di grassi saturi, l’ipercolesterolemia, un deficit di ferro e di vitamine possono incidere sulla regolazione ormonale della crescita e lo sviluppo di processi o dismetabolismi che condizionano l’esposoma.
L’allattamento materno è invece sempre un fattore di protezione per il sistema immunitario e un migliore sviluppo degli apparati.
La prevenzione rimane sempre la migliore risorsa per fronteggiare le varie patologie che oggi riusciamo a diagnosticare in epoca prenatale, la genetica ci consente di eseguire screening importanti anche prima del concepimento e la chirurgia di precisione può farci intervenire anche a livello intrauterino sul nascituro; il programma vaccinale successivo ci aiuta a mantenere eradicate patologie che hanno decimato i popoli fino al secolo scorso e le innovazioni diagnostiche possono analizzare apparati con una precisione assoluta.
La prematurità dei nascituri in Italia è del 7% ed il periodo che va dal concepimento ai due anni di vita del bambino è considerato una finestra temporale strategica.
Gli interventi nutrizionali ed educativi attuati in questa fase condizionano la salute dell’individuo per il resto della sua vita adulta.
Non ultimo a livello di priorità è considerare fondamentale anche il corretto equilibrio psicodinamico sia genitoriale che dei nativi digitali, divenuto purtroppo molto labile negli ultimi anni.
Ci ritroviamo in una società dove tensioni e conflitti familiari possono intaccare il benessere dei più piccoli, dove la formazione del libero pensiero è comunque minacciata dallo sviluppo delle AI e la massificazione o l’uso di devices può annullare l’empatia e i sentimenti.
Il Rotary dovrà quindi essere sempre impegnato a sostenere e tutelare globalmente la salute materno-infantile, prestando la propria opera capillarmente sul territorio a diretto contatto con le istituzioni.
Gianfranco Bellizzi, Presidente della commissione progetti e service del Rotary Club Bari Ovest
