Moda: terapia per l’anima

Giovedì 2 dicembre 2021 presso il Palace Hotel in Bari, si è tenuto l’evento “Moda: terapia per l’anima”, promosso dal Rotary Club Bari Ovest, in interclub con i Rotary Club Bitonto – Terre dell’Olio e Bari Mediterraneo, e con il Rotaract Bari.

All’evento è stata data ampia copertura mediatica da Tg Norba 24 e antenna sud.

http://www.norbaonline.it/ondemand-dettaglio.php?i=120340

Servizio del 3 dicembre 2021 di Antenna Sud

L’evento ha permesso di raccogliere fondi per un progetto di servizio destinato alla Breast Unit dell’Istituto Tumori di Bari, nell’ambito dell’umanizzazione delle cure in oncologia attraverso la musica con la donazione di un pianoforte, e con l’acquisto di strumenti musicali per la musicoterapia, rivolta al sostegno psicologico alle pazienti.

All’evento hanno partecipato 140 invitati, il massimo permesso dalle limitazioni di legge, suddivisi equamente fra soci rotariani e invitati non rotariani.

Il Presidente Prof. Marcello D’Abbicco ha riassunto in apertura l’azione rotariana nel mondo, per diffondere l’immagine del Rotary e promuoverlo a beneficio del pubblico non rotariano, e ha poi presentato il progetto sostenuto con i fondi raccolti nella serata.

L’evento è stato condotto dalla presentatrice e modella di alta moda Alina Liccione, da sempre sensibile alle necessità delle donne, che ha intervistato gli ospiti della serata: il Dott. Francesco Giotta, Direttore dell Brest Unit, la dott.ssa Fulvia Lagattolla, responsabile della musicoterapia presso l’Istituto Tumori, lo stilista Pietro Paradiso e la top model Marketa Silna. Lo stilista Paradiso e la top model Marketa hanno raccontato da dove è nato il loro desiderio di mettere le proprie professionalità al servizio del sociale.

A seguire, si è tenuta la sfilata di moda capsule collection demi-couture dello stilista Paradiso. L’evento si è concluso con l’estrazione dei premi della lotteria realizzata per la raccolta fondi: un abito e una borsa di alta moda donati dallo stilista, un dipinto del Maestro Michele Roccotelli, e un gioiello donato dalla rotariana Patrizia Mattioli Mossa.

Bari: città di pace, città di culture

Il giorno giovedì 21 ottobre 2021 presso Villa de Grecis, Bari, si è tenuto l’incontro Bari: città di pace, città di culture, con l’intervento della Prof.ssa Mariangela Sciannimanico e del Dott. Alessandro De Luisi.

Dopo l’introduzione del Presidente Prof. Marcello D’Abbicco, i due relatori, invitati dalla rotariana Dott.ssa Agnese Maria Fioretti, hanno trasportato la platea in un viaggio virtuale nella nostra città, raccontandone aspetti meno noti ai più e chiarendo alcuni falsi miti, oltre a suscitare diverse domande dal pubblico. I due relatori hanno presentato Pugliarte ai soci del Rotary Club Bari Ovest e hanno invitato il club ad apprezzare dal vivo la città in una visita guidata a novembre. L’Assistente del Governatore Prof. Antonio Quaranta ha concluso i lavori.

Mezzogiorno di scienza. Ritratti d’autore di grandi scienziati del Sud.

Il giorno giovedì 30 settembre 2021 presso il Palace Hotel, Bari, e in diretta streaming sul canale YouTube del Rotary Club Bari Ovest, si è tenuto l’incontro Mezzogiorno di scienza, durante il quale sono intervenuti il Prof. Roberto Bellotti, Direttore del Dipartimento Interateneo di Fisica dell’Universita degli Studi di Bari, e la Prof.ssa Sandra Lucente, Presidente del Museo della Matematica dell’Universita degli Studi di Bari.

Dopo l’introduzione del Presidente Prof. Marcello D’Abbicco, i due relatori hanno brillantemente presentato il libro Mezzogiorno di scienza, di cui hanno curato i capitoli sui Professori Ettore Majorana ed Ennio de Giorgi. Si tratta di un volume, edito da, in cui sono raccolte le storie di uomini e donne di scienza del nostro meridione di altissimo livello scientifico.

Moltissime le curiosità che i racconti avvincenti dei due relatori sulle due figure tanto diverse hanno suscitato nella platea, insieme anche a una corale richiesta che tutti noi condividiamo: frenare la fuga dei migliori giovani cervelli che spesso lasciano la nostra terra per lavorare dove hanno maggiori opportunità di crescita. L’Assistente del Governatore Prof. Antonio Quaranta ha concluso i lavori.

Determinazioni di fine vita: il valore legale di una scelta

Il giorno Giovedì 9 settembre 2021 presso Villa Romanazzi Carducci, Bari, e in diretta streaming sul canale YouTube del Rotary Club Bari Ovest, si è tenuta la tavola rotonda “Determinazioni di fine vita: il valore di una scelta”.

Promossa dal Rotary Club Bari Ovest, in Interclub con Bari Mediterraneo, Bari Sud, Bitonto Terre dell’olio, la tavola rotonda ha avuto l’obiettivo di informare la comunità su un tema etico sensibile ed estremamente attuale, quale quello delle determinazioni di fine vita del paziente malato terminale che si trovi in una condizione di dolore fisico e psicologico tali da giustificare la richiesta di fine vita.

Dopo l’introduzione del Presidente Prof. Marcello D’Abbicco, la parola è passata al Prof. Francesco Bellino, Past President del Rotary Club Bari Ovest, che ha magistralmente moderato la tavola rotonda e tenuto l’intervento conclusivo della stessa.

Sono intervenuti il Prof. Alessandro Dell’Erba, Ordinario di Medicina Legale, il Prof. Avv. Giuseppe Losappio, Ordinario di Diritto Penale e l’Avv. Guglielmo Starace, Presidente della Camera Penale di Bari.

La tavola rotonda, nata da una proposta della rotariana Avv. Marina Pietropoli, ha suscitato estremo interesse nel pubblico e ha visto seguire alle relazioni, vari interventi puntuali sia dai soci rotariani, sia dagli ospiti presenti. L’Assistente del Governatore Prof. Antonio Quaranta ha concluso i lavori.

Parafrasando le parole del Presidente D’Abbicco, sono temi che è necessario affrontare con coraggio, pacatezza e rispettando la sensibilità di tutti, ma di cui è importante si parli, anche per offrire tutte le informazioni qualificate possibili alla comunità su un tema che spesso è difficile trattare con professionalità e delicatezza.

Colonnine porta dispenser igienizzanti

Nella “giornata dei Rotariani” (13 giugno 2020), i Rotary Club metropolitani della città di Bari (Bari, Bari Ovest, Bari Sud, Bari Castello, Bari Mediterraneo) hanno donato alcune decine di colonnine porta dispenser igienizzanti che saranno posizionate sul territorio. Una iniziativa di servizio alla comunità che si aggiunge alle altre portate avanti nel corso dell’emergenza sanitaria.

Be careful! Ants! Alla scoperta del fantastico mondo delle formiche

Durante l’incontro tenutosi giovedì 27 febbraio presso l’Hotel Palace di Bari, si è parlato di un particolare taxon di animali, ma quale? Di un gruppo di insetti! Sembrerebbe strano che non si sia parlato di simpatici pennuti o di amici pelosi, ma invece è proprio così, si è parlato di un peculiare gruppo di insetti, precisamente della famiglia delle Formicidae, le formiche.
Le formiche sono animali estremamente presenti nelle nostre vite, ma
stranamente molto spesso si conosce poco o niente della loro eco-etologia
e sulla loro biodiversità. Proprio per questi motivi, il dott. Manuél Marra, Operatore Didattico dell’Oasi LIPU Gravina di Laterza, ha avviato una serie di attività che hanno l’obiettivo di rafforzare le conoscenze e la sensibilizzazione della collettività nei confronti di questi bellissimi e utilissimi animali.
Durante il seminario si è parlato in primis degli aspetti eco-etologici di questi simpaticissimi insetti, i quali rappresentano una importantissima fetta, in termini di biomassa, della componente animale dell’intero Pianeta, pari a ben il 15-20% del totale.
Inoltre, questo taxon, è caratterizzato anche da una elevatissima biodiversità, ad oggi infatti se ne conoscono circa 13200 specie.
Un altro aspetto che è stato approfondito durante il seminario è la spiccata socialità che caratterizza questi insetti, manifestata con la formazione di colonie, ovvero vere e proprie società suddivise in caste: regine, operaie e maschi.
Come chiarito dal relatore le regine non rappresentano delle leader, ma bensì delle madri atte alla riproduzione, infatti è proprio dalla schiusa delle loro uova che nasceranno individui appartenenti a una di queste caste: maschi (riproduttori) e/o femmine (operaie o altre regine).
I maschi nella maggior parte dei casi si accoppiano una sola volta nell’arco della loro vita e successivamente muoiono, mentre le operaie possono vivere
anche fino a 1-2 anni; le più longeve sono le regine, le quali possono vivere anche un trentennio.
I fattori che influenzano lo sviluppo delle larve, e quindi la loro appartenenza a una delle caste sopradescritte, possono essere di varia natura, etologica (modalità di nutrizione e tipologia di nutrimento), ambienta le (temperatura) e genetica; a seconda delle necessità della colonia verrà
privilegiata una casta piuttosto che un’altra.
Ogni casta ha un compito specifico, le regine depongono le uova, i maschi sono riproduttori e le operaie si occupano della cura della regina, della cura della prole, della manutenzione, della difesa del formicaio e del reperimento del cibo. In pratica le operaie rappresentano il cuore pulsante del formicaio.
La colonia di formiche rappresenta quindi un superorganismo dotato di proprietà collettive emergenti, determinate dalla formazione di un gruppo, il
quale è in grado di autorganizzarsi, variando le scelte in base alle necessità.
L’autorganizzazione rappresenta sicuramente una modalità vantaggiosa, che consente alle nostre simpatiche amiche di superare agevolmente i problemi
a cui va incontro la colonia, e ciò si evince dalla notevole capacità che hanno di adattarsi ai più svariati contesti ambientali, ma anche dall’elevato numero
di specie che contraddistingue le formiche.
Un altro aspetto che è stato affrontato durante l’incontro sono le modalità di realizzazione del formicaio: si va difatti da formicai che hanno l’estensione di
70m2 a formicai di dimensioni molto ridotte, realizzati anche solo all’interno di una piccola ghianda!!!
E che dire delle loro notevoli capacità predatorie e di trasporto? Anche in questi casi la compartecipazione di più individui gioca un ruolo fondamentale
nella riuscita dell’impresa, un caso plateale è quello della formica Azteca andreae che grazie all’azione collettiva può catturare prede di dimensioni cospicue, che pesano anche fino a 13000 un’operaia!!!
Molto interessante è anche la capacità che hanno le formiche di stabilire interessanti relazioni con alcune piante o con altri insetti; le piante molto spesso forniscono delle vere e proprie “case” alle formiche (le domazie),
le quali ricambiano fornendo alle piante ospitanti protezione nei confronti di antagonisti erbivori. Si tratta di vere e proprie simbiosi che le formiche però possono mettere in atto anche con altre specie, questa volta animali, come nel caso di afidi e cocciniglie, le quali, in cambio di protezione, producono una sostanza di escrezione zuccherina, la melata, di cui le formiche vanno ghiotte,
si tratta di una vera e propria forma di allevamento, la trofobiosi.
Infine, vi sono anche relazioni in cui le formiche sono parassitate o in cui la simbiosi è leggermente a favore dell’altra specie simbionte, come ad esempio nel caso del ciliegio selvatico Prunus avium, il quale produce un nettare extrafiorale di cui le formiche rizzaculo – Crematogaster scutellaris – vanno molto ghiotte, in cambio le formiche proteggono il ciliegio selvatico dall’attacco di possibili erbivori.
Fin qui tutto normale, sembrerebbe uno scambio equo, ma non è proprio così, le formiche sono talmente ghiotte di quel nettare da modificare il proprio comportamento sociale, esse infatti riducono notevolmente le occasioni di ritorno al proprio formicaio e tendono a rimanere sull’albero per difenderlo tenacemente, diventando più aggressive nei confronti di chiunque si avvicini all’albero. In poche parole, sviluppano una vera e propria dipendenza
nei confronti del nettare extrafiorale prodotto dal ciliegio selvatico, che quindi si serve di loro come potente forma di lotta biologica nei confronti di eventuali
ospiti indesiderati.
Prima della chiusura il dott. Marra ha inoltre parlato di un interessante progetto di Citizen Science sulle formiche, denominato “School of Ants”. Il progetto, coordinato dal Laboratorio di Mirmecologia dell’Università degli Studi di Parma e dal MUSE di Trento, mira a raccogliere dati sulla biodiversità delle formiche in ambito urbano, e presto anche l’Oasi LIPU Gravina di Laterza fornirà il proprio contributo per la raccolta di ulteriori dati nel territorio pugliese.
La serata si è conclusa con un gradevole scambio tra il relatore e la platea presente, che ha mostrato interesse all’argomento e probabilmente da oggi riserverà alle formiche un’attenzione diversa rispetto al passato.

Adolescenti e famiglie oggi: la trasformazione dei vincoli tra genitori e figli

Moderatore Prof. Pasquale Chianura
Relatori Prof. Francesco Bellino, Prof. Nicola Cipriani,
Prof.ssa Patrizia Resta, Dott. Massimo Frateschi
Interclub a cura del RC Bari Ovest con RC Bari Sud e RC Bari Castello

Partirei da come cambiata la famiglia oggi: si è passati dal modello di famiglia genitoriale educante a quello centrato sulla coppia coniugale amorosa.
Pertanto la famiglia immutata per secoli (un uomo, una donna legati per la vita, più i figli) ha sviluppato negli ultimi vent’anni un nuovo volto: niente più padre
capo famiglia né principio di autorità.
Il declino dell’autorità paterna ha segnato il collasso della disciplina e del rispetto reciproco.
Di contro la figura materna diventa il modello tanto per i figli maschi che per le femmine, perché oggi è figura più completa e vincente.
Intanto inizia a delinearsi nella nuova famiglia un rapporto di forte complicità con i genitori; questi sono più preoccupati di farsi amare dai loro figli piuttosto che di educarli; più ansiosi di proteggerli che di sopportare il conflitto, spesso i genitori sono terrorizzati dall’idea di sbagliare, si sentono addosso gli occhi degli altri, si sentono giudicati, hanno paura per questo e spesso rinunciano ad ogni possibile intervento educativo. Pertanto gli adolescenti senza frustrazioni, senza No, senza ostacoli, crescono fragili, prepotenti e problematici.
Spesso vi è una profonda correlazione tra le aree problematiche dell’adolescenza e le aree problematiche della coppia genitoriale. Infatti l’adolescenza dei figli, talora, può creare sconvolgimenti nella coppia genitoriale che può vivere una specie di adolescenza di mezza età (midlescence); questo dipende dallo stato di salute del rapporto coniugale; se tale rapporto è problematico, l’adolescente cerca inconsapevolmente di proteggere i propri genitori nell’affrontare i problemi di coppia, attirando l’attenzione su di sé. In sintesi c’è un forte intreccio tra inadeguatezza dei genitori e disturbi psicologici dei figli.
Per entrare nello specifico delle funzioni genitoriali queste si sono notevolmente indebolite perché la figura maschile è al centro di se stessa e non più della famiglia. L’adulto di oggi infatti è completamente avvolto dai propri bisogni edonistici tanto da non riuscire più a differenziarsi rispetto alle problematiche del proprio figlio. È come se padri e figli si trovano oggi ad affrontare insieme lo svincolo della propria adolescenza.
Viviamo in un mondo che invecchia, ma allo stesso tempo appare sempre più giovane quasi “orizzontale”; spariscono le generazioni e le differenze tra
genitori e figli; oggi l’età matura contiene spezzoni dell’età precedente: emozioni, aspirazioni e desideri ai quali non si è più disposti a rinunciare. Quanto detto ci fa comprendere la crisi della famiglia tradizionale che incide sulla formazione dei nuovi individui e quindi dei nuovi genitori.
È finito il tempo in cui erano i sentimenti di colpa ad influenzare i nostri comportamenti, oggi a guidare molti di noi, adulti e adolescenti, è il nostro bisogno di visibilità sociale, di notorietà, di ammirazione continua.
Certamente il modo in cui genitori assolvono alle loro funzioni è profondamente collegato con la loro storia e la loro esperienza di figli; nonché con la relazione che esiste tra i loro genitori, e come questi hanno svolto le proprie funzioni genitoriali.
A sua volta quello che i genitori si aspettano l’uno dall’altro come genitori dipende dalla rappresentazione che ognuno di essi ha delle funzioni materne e
paterne e dal modo in cui il coniuge si rappresenta e svolgere la propria funzione: ognuno di essi sarebbe un genitore diverso con un coniuge diverso.
Che dire poi delle famiglie oggi: è finito il modello unico, si sperimentano nuovi modi per vivere insieme, meno vertistici, più collaborativi.
I single aumenteranno sempre di più, peraltro sembrano soddisfatti, sono coesi, solidali. Nascono pochi bambini e l’età in cui si diventa genitori è molto elevata (minimo 32 anni). Ci si sposa di meno, si convive di più e le unioni si dissolvono con maggiore facilità. Il 70% dei figli vivono con genitori almeno fino a 30 anni.
Essere adultescenti: la conformità tra genitori e figli nel modo di abbigliarsi ci dà l’idea della percezione che gli uomini e le donne hanno di se stessi; come se l’adolescenza può essere una mentalità, un modo di atteggiarsi che può permanere a lungo anche dopo la giovinezza.
Gli adulti che non vogliono crescere rappresentano una tipologia sempre più frequente nelle ultime generazioni tanto che l’Oxford Dictionary ha coniato il neologismo “Adultescente”, ovvero una persona di mezza età i cui vestiti, interessi e attività sono tipicamente associati alla cultura giovanile.
Sono molto aumentati i single (8,5 milioni) e i divorzi. I matrimoni civili hanno superato quelli religiosi (perché aumentano le seconde nozze), ci si sposa
sempre meno e più tardi, crescono le convivenze (oggi quasi un milione e mezzo), il numero di figli continua a calare (è sceso a 1,29 per donna). Sono
cambiate le relazioni tra le generazioni, meno gerarchiche, più paritarie.
Per tutte le suddette ragioni la famiglia contemporanea produce molto più che in passato psicopatologia nei figli.
Peraltro sono cambiate le forme patologiche che fanno il loro esordio in adolescenza oggi, in quanto caratterizzate da patologie più gravi, rispetto a
ieri, come disturbi alimentari, difficoltà nel reggere la frustrazione e lo stress, discontrollo degli impulsi eccetera.
La nostra è diventata la società del narcisismo, basata sul successo e sul consenso. I modelli vincenti sono l’azione al posto della riflessione, il futuro al posto del passato, il tutto e subito al posto dell’impegno nel tempo.

Pasquale Chianura

La distanza sociale: dal concetto ad uno studio sulla città metropolitana di Bari

Relatore Prof. Carmine Clemente

Il concetto di distanza sociale si fa strada all’interno della psicologia sociale e della sociologia grazie alla riflessione di Bogardus, sociologo americano nato
nel 1882 nell’Illinois, professore universitario, presidente dell’American Sociological Association, attento studioso delle questioni razziali, uno dei principali dilemmi sociali dell’America a lui contemporanea.
Egli sviluppa ed elabora nel 1926 la scala sociale attraverso la collaborazione di 25 università americane, ripetuta ogni decennio fino al 1966, considerata
uno degli strumenti della storia sociale e della cultura americana.
Bogardus, attento studioso del fenomeno immigrazione, elabora a livello metodologico la relativa scala di misurazione e la variabile spaziale assume
una dimensione centrale nel concetto di distanza sociale, che si concretizza in distanza etnica, occupazionale e religiosa.
La distanza sociale è in grado di comprensione empatica che caratterizza la relazione tra persona e persona, tra persone e gruppo, tra gruppo e gruppo,
permea la vita sociale in ogni suo aspetto ed è presente in tutti i contatti che avvengono tra persone e include sia la vicinanza che la lontananza sociale.
Il fenomeno dell’immigrazione in America fece sì che i piccoli centri diventassero metropoli (vedi Chicago) e che quindi lo sviluppo richiedesse regole (ad esempio piani regolatori per gli spazi urbani).
La nostra città di Bari dal 1921 al 1951 raddoppia come popolazione. Il piano regolatore viene studiato su una concentrazione urbana di Bari.
La Città Metropolitana nasce nel 2015 con i Municipi e la conseguente programmazione dei servizi sociali rivolta ai quartieri San Paolo, Poggiofranco e Madonnella al fine di valutare e ridurre le distanze sociali.